14-10-2020
È proprio un Toccasana!
di Adriana Blanc
È PROPRIO UN TOCCASANA
In quello scenario pregno di antiche tradizioni costituito dal Basso Piemonte, affonda le sue radici un prodotto di eccellenza. È l’Amaro Toccasana di Toso, che nella versione dedicata al suo inventore eccelle per finezza. Nurin Riserva del Fondatore è il nome del top di gamma che nasce dalla volontà di Valter Porro per rendere omaggio al prozio Teodoro Negro, conosciuto con l’omonimo soprannome. Appassionato di botanica e dotato di straordinaria empatia, era noto per entrare in sintonia con le persone e individuarne i malanni. Da qui la scelta di condividere la profonda conoscenza della scienza erboristica, per mettere a punto un amaro che guarisse ogni malanno, come si suol dire, un Toccasana.
Il liquore conta più di 37 botaniche tra erbe, fiori, bacche e radici, macerate a freddo in modo da conservare intatte le proprietà benefiche e dare luogo a uno dei digestivi più apprezzati nel tempo. La Riserva del Fondatore si discosta parzialmente da questa filiera, prevedendo una maggiore percentuale di estratto e di erbe selezionate, per poi invecchiare in barrique di rovere per almeno 30 mesi e sviluppare il suo caldo colore ramato.
Un liquore che trova la sua peculiarità in una morbidezza piena ma ben stemperata dal finale amaricante e che ben si adatta ad alleviare lo spirito in un momento contemplativo al termine del pasto. Non si è fatto attendere il riconoscimento del pregio di questo liquore, insignito della medaglia d’oro alla 17a edizione del Meininger’s International Spirits Award Isw, competizione che ogni anno designa i migliori liquori e distillati su scala mondiale. «Per capire e decidere dove davvero si vuole andare, è importante sapere da dove si è arrivati», recita il motto aziendale, in ottemperanza del quale, nel 2001, è stato inaugurato il Museo enologico Toso. Tre sale all’interno delle quali è possibile riscoprire le attrezzature legate alla produzione di vino nell’800, in memoria delle fatiche sostenute dalle generazioni passate.
Oggi l’azienda con sede a Cossano Belbo vanta infatti l’uso di tecnologie all’avanguardia, fondamentali per ottenere prodotti di eccellenza e garantire elevatissimi standard di sostenibilità ambientale. Il rispetto dell’ambiente è infatti un valore fondamentale per Toso, che si pone come obiettivo quello della piena eco-sostenibilità .
Aspetto che si riflette anche nel processo di vinificazione, dove si mira a un abbattimento costante dell’utilizzo di anidride solforosa per rispettare la piena naturalità del vino. Obiettivo conseguito con Sarunè nel 2018, con cui si è prodotto il primo Asti Secco Docg senza solfiti.
Toso è infatti un interprete fondamentale degli Spumanti, con una gamma che spazia dal tradizionale Asti Docg al Brachetto d’Acqui Docg. Non manca l’offerta di vini classici piemontesi e del Vermouth tradizionale, a completamento di una proposta che intende valorizzare il territorio a 360 gradi.
In alto, da sinistra, Gianfranco Massimo e Pietro Toso; a fianco, il Nurin Riserva del Fondatore (toso.it)



